
C’è uno strano signore in giro per l’Italia che ha attirato la mia curiosità; in questi tempi cosi romantici, eleganti, disinteressati, quasi nobili direi, i poeti emergono a branchi, ma lui è un caso a parte, e merita un occhio attento.
E’ un signore preteggiante per atteggiamento, con la testa a forma di palla, (Palla Bianca sarà il suo nomignolo, così nessuno potrà riconoscerlo), gli occhi del pio bove (che s’illuminano d’amore quando guarda adorante il suo Nume Tutelare), la parlata salmodiante, il carisma delle foche.
Questo signore scrive delle cose che sostiene essere poesie: una robaccia immonda, da stomaco forte, destinata magari agli spettacoli di quei comici che sfottono i poeti veri; sequenze di frasi fatte, piatte come una piattola ed altrettanto ripugnanti.
Lui le chiama poesie. Libero di farlo, non è questo il punto.
Quando leggo queste frasi-in-sequenza, ( per le quali non ho trovato una denominazione, so solo che definirle poesie significa far rivoltare contemporaneamente tutti i poeti esistiti nella tomba, da Omero a Hikmet ) ho delle crisi di riso isterico, che devo sedare col Paracetamolo; ma la libertà è anche questo, accettare le boiate degli altri in modo democratico e tollerante.
Quindi tollero le sue minchionate colossali, che d’altronde leggo su un giornale (Vanity-Fair) che a casa mia si trova soprattutto dalle parti del cesso, e che come stimolante è meglio del Guttalax.
Fin qui ci siamo; da una parte del mondo c’è Palla-Bianca, che spara a iosa versacci da stendere anche i cavalli; dall’altra ci sto io, amante della letteratura: non ci diamo fastidio, se ci incontriamo ciao ciao e basta, mica dobbiamo dividere il pane, e inutile farsi il sangue acqua, e così via.
Il fatto è che, non so per quale strana combinazione, questo Orfeo ‘de via Condotti zitto zitto

calmo calmo è diventato la massima autorità della cultura in Italia.
Il paese di Dante, Michelangelo, Leonardo, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Ungaretti, Montale, Pirandello e chi più ne ha più ne metta, questa Italia autenticamente geniale si ritrova con Palla Bianca al comando dell’Arte.
Come mandare la Pro-Sbarre in Coppa Campioni.
Un segno dei tempi. Scartabello tra le puttanate di Nostradamus per vedere se questo è un indizio della fine prossima ventura, uno dei segni rivelatori dell’Apocalisse.
Cerco con la lente d’ingrandimento nelle stampe di Bosh per vedere se il grande visionario degli Inferi aveva previsto anche una tortura simile per noi peccatori; un poetastro stonato che per l’eternità declama le sue strofe nelle tue orecchie, magari dedicandole alle raffinate donnine (La contessa De Fang, la marchesa Zoccul, ecc ecc), della sua cerchia salottiera come è solito fare.
Purtroppo è realtà.
Lo sproloquiatore cortigiano è il NumberOne autentico della cultura italiana, e adesso bandisce anche premi letterari, dove si esibisce come premiatori dei romanzieri da fast-food.
E’ anche critico televisivo: ad inizio settimana ha rampognato ferocemente il buon Bertolino ed il suo Glob, trasmissione volgare e sopra le righe l’ha definita, proprio lui.
Lui, Palla Bianca, compagno di merende del Re della televisione sciatta, volgare e sopra le righe.
Ma non basta.
Deve lasciare un segno nella storia dell’arte Italiana, il poeta cortigiano erede di Baldassarre Castiglione, deve lasciare una sua personale impronta : ed ecco la sua più geniale trovata: il re degli hamburger, il bocconiano Mario Resca, gli ultimi dodici anni passati alla guida di McDonald’s Italia, nominato nuovo direttore generale per i Musei e la Valorizzazione.
Geniale. Geniale come i suoi versi.
Da domani si cambia, fratelli: dopo le Università aziendali, gli Enti pubblici a gestione privata, i Montecitori in Sardegna, ed altre amenità a raffica, adesso anche l’Arte si adeguerà ai tempi.
E basta con queste polverosi musei e queste ammuffite biblioteche!
Aria nuova ci vuole, dice il poetastro. Aria nuova !
Da domani, ingresso al museo con patatine fritte, maionese e ketchup a soli tre euro; una capatina alla mostra del Caravaggio e vi regaliamo anche le alette di pollo

fritte; e, straordinario, prova anche tu il triplo hamburger alla Pinturicchio con salsa Michelangiolesca.
Aria, aria fresca, urla Palla Bianca spalancando le finestre della biblioteca Laurenziana dove, in ambiente iper-protetto riposano gli antichi manoscritti, tesori autentici di questa nostra disgraziata Patria.
Aria, rispondo io, cercando la boccetta del Paracetamolo.